La stazione il non-luogo per antonomasia…
Luogo di passaggio, di attese, d’incrocio di sguardi…
Attraverso gli sguardi delle persone cerco il canale della loro relatà …vorrei per un attimo capire cosa pensano…
“Dove andranno mai adesso” mi chiedo…”E quello? Chissà dove va così di fretta”…
“Ecco lì un altro…”
“E quel’altro, cosa avrà mai da nascondere con quella faccia guardinga”
La stazione è un luogo infernale…ogni volta che mi soffermo al suo interno per aspettare qualcuno, mi riempio di “malumori”, tristezza…
“Sento” le anime perse “guardare” fisse nel vuoto..le sigarette perdersi in una nube maleodorante, chiusa…
Mi concentro più di tutti su un uomo…40/45 anni, capelli lunghi, malcurati…ha l’aspetto di colui che è in attesa da una vita, o forse attendeva solamente una vita migliore…
Sguardo perso nel vuoto, verso un orizzonte tutto suo, impercettibile per me…mi giro, provo a seguire il suo punto, ma niente, non lo trovo…
Lui “sembra” sereno, o forse neanche lui sa cosa pensa…Provo ad immergermi nel suo sguardo…Ho trovato solo un circolo viziato di conti che non tornano, algoritmi mentali inclassificabili…Una storia da non invidiare…Divento triste, ma ormai la sua immagine è entrata a far parte di me…
