Era accanto a me…io seduto lui in piedi, tutti e due sulla metro, immersi in un contesto di gente frettolosa.
Era immerso nei sui pensieri, o forse era semplicemente stanco visto la mattinata fredda…No, credo invece fosse stanco della routine…
Solita mattina, solita metro, solita borsa in pelle (regalata probabilmente per la laurea) , solito ufficio che lo aspetta…solita gente attorno a lui indifferente, cafona, “stretta” che lo calca… Ha l’anello di nozze, la moglie lo attenderà a casa la sera dopo una giornata di lavoro anche per lei.
Due accanto a noi parlano di banche, conti, fideiussioni…accrediti…lui, innaturalmente immobile.
Stipendio precario, vita precaria, casa da pagare, i capelli sempre più brizzolati…
Lo speaker elettronico annuncia la sua fermata. Come sempre attende lo scorrimento della porta, la giornata comincia.Lui sembra insensibile, neanche un fragile sorriso di un bambino che lo guarda riesce a distogliere la sua espressione “immobile”.
