Era accanto a me…io seduto lui in piedi, tutti e due sulla metro, immersi in un contesto di gente frettolosa.
Era immerso nei sui pensieri, o forse era semplicemente stanco visto la mattinata fredda…No, credo invece fosse stanco della routine…
Solita mattina, solita metro, solita borsa in pelle (regalata probabilmente per la laurea) , solito ufficio che lo aspetta…solita gente attorno a lui indifferente, cafona, “stretta” che lo calca… Ha l’anello di nozze, la moglie lo attenderà a casa la sera dopo una giornata di lavoro anche per lei.
Due accanto a noi parlano di banche, conti, fideiussioni…accrediti…lui, innaturalmente immobile.
Stipendio precario, vita precaria, casa da pagare, i capelli sempre più brizzolati…
Lo speaker elettronico annuncia la sua fermata. Come sempre attende lo scorrimento della porta, la giornata comincia.Lui sembra insensibile, neanche un fragile sorriso di un bambino che lo guarda riesce a distogliere la sua espressione “immobile”.
Davvero un ritratto intrigante di come non si deve diventare.
Evitiamo di dare aria achi aiuta a far stare i ragazzi cosi, sperando di portare indietro le lancette del nostro Paese in un passato ormai molto e sepolto.
Un abbraccio.
prime
Grazie prime!
Il concetto del precariato è molto più complesso di quello che si potrebbe pensare….bisognerebbe imparareaguardare il fenomeno in un contesto più ampio e non solo da vicino perchè ci tocca in prima persona…
Ho seguito il dibattito con stakastagista e ho fatto alcune considerazioni personali…
Il discorso delle aziende da teriportato è in parte vero ed in parte loro ci giocanno molto con una condizione di carenza di “strutture mentali” adeguate.
Il fenomeno dello stage ha un significato in se molto ridicolo se analizzato nel contesto attuale…
Ti spiego meglio…se un ragazzo a 26-27 deve ancora finire il famoso “Percorso ad ostacoli” del 3+2 come può mai fare uno stage di 8 ore al giorno per 5-6 giorni a settimana?
La risposta credo sia implicita nella domanda…E’ impossibile!
allora chi ha permesso di far siche le università obblighino i ragazzi a fare 6-9 mesi di stage per avere riconosciuti quei “maledetti” crediti formativi(così li chiamano loro)?
E’ da li che è nato l’inghippo…fino ad allora nessuno aveva mai sentito perlare del “popolo degli stagisti” a meno che chi lo voleva fare era conscio di ciò che gli aspettava, mettendoci quindi tutto l’impegno…a volte si giungeva anche alla conclusione di rimandare glistudi perchè il lavoro post-stage era ciò che il ragazzo voleva fare, anche perchè era lo scopo per cui aveva chiesto di fare lo stage!
Ma nel contesto attuale gli stage son stati solo un modo per legalizzare un “traffico” di manodopera a costo zero per le aziende…
Pertento in questo modo non esisterà mai uno stagista qualificato, ne tanto meno un’azienda interessata a qualificare uno stagista…
Interessante la tua visione, certamente sei + vicino all’analisi del problema rispetto ai luoghi comuni vetero-comunisti di stakastagista.
Cerchiamo in pillole di dire la nostra esperienza di vita quotidiana tra sindacati e confindustria sull’argomento relativamente a ciò che dici …
Carenza di strutture mentali adeguate: è una realtà concreta. L’approccio stile stakastagista, patruno, e similari – ne è presente un gruppo di blog di quella natura – è proprio quello di chi è convinto che avendo studiato e avendo una laurea – o quasi- si debba avere diritto a qualcosa, e che non si debba mai scendere sotto un certo range.
Questo poteva essere vero per i nostri padri, ma oggi ciò è differente. Oggi se non si ha una professione “reale” – non parliamo quindi di giocose land su Second Life ma di “lavoro vero” – e se non si ha vicino qualcuno disposto a farci credito in questo non si va da nessuna parte.
Sommando questo alla realtà che dice che le università insegnano e lasciano ben poco, l’equazione va al suo posto da sola.
Percorso ad ostacoli 3+2: oggettivamente + di un percorso ad ostacoli siamo di fronte al mercimonio e al regalo dei voti. Questi ostacoli a cui fai riferimento vorremmo sapere dove stanno … è da tanto che non vediamo un esame con docenti che si dimostrano realmente tali.
Stagisti=Manovalanza a costo 0: ti possiamo assicurare che magari potesse essere cosi.
La stragrande maggioranza degli stagisti nel settore nostro – comunicazione/grafica – sono persone di scarsa cultura, bassa competenza di base e scarsissima voglia di fare – fino ad arrivare ai paradossi assurdi dei rimorsi spese.
Sono persone che creano danni + facilmente che essere usatiome manovalanza.
Le ditte i continuano a chiamare sperando in qualche miracolo che è ancora troppo lontano.
Aziende interessate ce ne sono moltissime ma senza ragazzi qualicati e uffici stage seri difficilmente lo stage porta a qualcosa.
Ciao prime,
mi intriga questa conversazione ad alto livello di astrazione…
Continuo a ripetere, tutti e due diciamo cose parzialmente vere…
e ti spiego anche perchè.
In primo luogo perchè stiamo parlando in maniera generalizzata di un problema (che ripeto è molto più complesso di quello che possa sembrare), in secondo luogo perchè da quello che mi sembra di aver percepito stiamo su due versanti diametralmente opposti ma che cercano di essere obiettivi(zzanti), ed è giusto che sia così,altrimenti si rischierebbe di parlare solo per partito preso, ed in quel caso sarebbe come fare una discussione al bar, “senza senso” per capirci!
Analizzo quello che hai detto:
Problema “lavoro vero”
Chi ha studiato o ha una laurea “non” deve avere diritto ad avere un lavoro “sopraelevato”,ma è normale che lo deve meritare attraverso le proprie competenze.E fin qui ci siamo.
Andiamo quindi ad analizzare in che modo dovrebbero essere acquisite le competenze.
Umberto Galimberti(filosofo italiano) dice:
“il probelma dei giovani di adesso è semplicemente che non hanno una prerogativa per pensare al domani, ma si devono concentrare sull’oggi,a differenza di 20-30 anni fa. Mentre prima per fare il lavoro di un ragioniere bastava avere un diploma di ragioneria, adesso per fare LO STESSO lavoro bisogna avere una laurea ed un master, perchè così impone la società attuale. Pertanto si sono allungati inevitabilmente i tempi di apprendimento, E QUESTO NON E’ UN BENE.”
Ti ho citato questo succulento quanto sintetico panorama attuale attraverso le parole di Galimberti non perchè mi riempio la bocca con le frasi degli altri, ma semplicemente perchè lo ritengo esemplificativo di uno stato attuale “fermo”.
Con fermo intendo che per quanto le aziende cerchino figure specializzate, ragazzi preparati, inevitabilmente si devono accontentare di quello che l’università oggi propone: ovvero bassa manovalanza,che ahimè è oltretutto demotivata.
Quindi il problema dove?Dove bisogna andare a cercarlo?
Sicuramente nel sistema di formazione.
Adottiamo un sistema di formazione utilizzato dai nostri padri, ciò non significa che sia sbagliato il sistema ma non significa neanche che i ragazzi di ora siano più deficienti di quelli di prima. IL fatto è che i sistemi di formazione dovrebbero evolversi e migliorare attraverso ed insieme al cambiamento della società, ad esempio quella attuale molto più veloce.
Quindi se si associa un sistema di formazione lento ad una società veloce i risultati sono quelli attuali, cioè poca preparazione, scarsa motivazione!
Non è ammissibile che tutt’oggi ci sono università o meglio facoltà in cui per prenotare un esame bisogna segnarsi sui un fogliettino, questo perchè il docente di turno non ha dimistichezza con il computer!!!!!!!Ti porto questo esempio banale per farti capire le condizioni che inducono a pensare che i ragazzi vivono a “due velocità” una lenta,burocratizzante(da far venire il sonno), l’altra veloce quella di tutti i giorni, che richiede flessibilità , dinamismo, spostamenti, preparazione immediata…ecc…ecc.
RIsultato:
Malcontanto generale.
Il 3+2 per chi no l’ha vissuto è inutile cercare di farlo capire, perchè stato un disastro in tutti i sensi, tant’è che se ne sono accorti ed ora stanno cercando di introdurre un’altra geniale idea della riforma ad “y”…
Tutto questo perchè credevano che riformando il sistema avrebbero dato qualità all’Università…peccato che non hanno considerato che l’80% della classe docente è sopra i 65 anni e che è poco propenza ai cambiamenti….
Risultato:
Mentre la riforma prevedeva di dividere in moduli le materie, per velocizzare, i docenti si opponevano e continuavano a seguire il modello vecchio in un sistema nuovo!
Con evidenti rallentamenti, e calche di studenti in coda….
Hai mai fatto esami con 600-700 studenti prima di te?Presentarsi la mattina alle 8:00 e fare l’esame alle 8:30 di sera?
Non te lo consiglio!
LA manovalanza a costo 0 intendevo semplicemente che anzichè avere uno specialista pagato ad esempio 10 si è dovuto ricorrere ad assumere 10 stagisti a costo 1 con perdita di rendimento e velocizzazione!Perchè dare mansioni ad 1 non è la stessa cosa che dare mansioni a 10!!??
NOn è convenuto certamente alle aziende…però è pure vero che se c’è stata una riforma universitaria che imponeva agli studenti di fare uno stage di 6-9 mesi per potersi laureare, quindi durante il corso di studi per 6-8 ore al giorno, qualche cosa che non mi torna c’è!!!
Era matematico che non avevano le basi per fare uno stage specilizzato, e che avrebbero fatto lo stage solo per prendere i maledetti crediti per laurearsi al corso triennale aspettando la specialistica!!!NOn so se riesci a seguirmi…Non penso ci fosse voluto un genio per prevederlo!!!!
Per il resto no ho capito cosa fai tu…ma se vuoi conoscere un ragazzo motivato,con voglia di apprendere …ECCOMI!
INCONTRIAMOCI E NE PARLIAMO!
Pillole …
- Galimberti: il nostro amico filosofo ha una visione sensata, ma da persona vecchia. Non è focalizzato su una realtà fatta ad esempio di giovani cinesi che producono, fanno soldi e diventano ricchi – a roma – senza lauree e master.
- aziende che si accontentano: ti possiamo tranquillamente smentire. La realtà è che la maggior parte delle aziende non si accontenta – per propria fortuna – ma preferisce non prendere nuovo personale e fare gli straordinari con chi ha, piuttosto che prendere personale che può arrecare + danni che altro.
- problema nel sistema della formazione: questo è certo, è una delle gambe zoppe in maniera prioritaria.
- ragazzi di ieri e di oggi: quelli di oggi – a parte eccezioni – hanno perso la “fame” che c’era nel passato avendo spesso poca motivazione, e unendo qusto alle scarse competenze certamente il mix terrificante.
Hanno anche perso la voglia e la forza di fare network e di realizzare i sogni.
- nostro settore: grafica e comunicazione -se sei interessato manda volentieri un tuo cv alla nostra email